Non ci può essere garanzia di futuro
senza la verità sul passato.


In Primo Piano

STEFANIA CRAXI: DESOLANTE IL SILENZIO SUI DELIRI DI BOSSI


Senatur.jpg    Roma, 30 aprile 2012 – “La propria storia si difende sempre, a prescindere dalle convenienze politiche del momento. Ma è desolante constatare che, tranne pochissime eccezioni, nessuno dei socialisti variamente collocati sullo scenario politico abbia sentito la necessità di replicare ai deliri bossiani di questi giorni. Evidentemente sono tutti alle prese con il primo, lungo ponte primaverile”.

Lo afferma Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani.

 

Stefania Craxi contro Bossi: “Della Lega Nord non resterà nulla”


umberto-bossi-lacrime-160514_tn.jpg   Roma, 29 aprile 2012 – “Bossi dice che la Lega non è il Psi ? Ha ragione: il Psi si avvaleva di finanziamenti del mondo dell’imprenditoria italiana illegali, come del resto tutti i partiti facevano, e ha lasciato un segno nella storia del paese. Non c’è conquista, diritto e modernizzazione che non porti la firma dei socialisti. La Lega ha invece utilizzato i soldi del rimborso elettorale, quindi dei cittadini, per scopi che nulla hanno a che vedere con la politica, e del suo armamentario secessionista nulla rimarrà nella storia del paese”.

Così Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani, a Panorama.it.

“Bossi - prosegue la Craxi - non è come Bettino Craxi. Tra il piagnucolio di Bossi su un palco in mezzo alle ramazze, e la dignità di Craxi, che di fronte alla Nazione e al Parlamento si assume le sue responsabilità politiche e chiede alla classe dirigente dell’epoca di dare una fine politica alla Prima Repubblica e di andare a una Grande Riforma, corre un abisso. E poi - conclude Stefania Craxi – non immagino me o mio fratello, ma neanche i figli di Andreotti e di Berlinguer, aggirarsi in Porsche, passare le notti in discoteca o accompagnare le veline di turno”.

 

 

PSI: STEFANIA CRAXI, SOCIALISTI FAUTORI DEL PROGRESSO ITALIANO


craxi281007.jpg   Roma, 28 apr. (Adnkronos) – “Credo che il modo migliore per ricordare il 120° anniversario della nascita del Partito Socialista Italiano sia quello di celebrare gli autori del progresso italiano: Turati, Matteotti, Buozzi, Treves, Modigliani, Mondolfo e più tardi, dopo le guerre, Saragat, Nenni, Craxi.

Sono i riformisti, gli uomini criticati, osteggiati, vilipesi incessantemente dai comunisti e dai loro alleati all’interno dello stesso PSI, intenti a recitare la ‘ricca lezione di Lenin’ come diceva Enrico Berlinguer in polemica con Bettino Craxi.

Quello che hanno fatto i comunisti contro l’ultimo grande leader del PSI, l’innovatore del socialismo europeo, è orrendo: leninismo puro di persone con la coscienza più sporca delle loro vittime.

Non credo alle vecchie sigle, e neppure a tanti personaggi in cerca solo di poltrone. Dobbiamo ricominciare da capo, con nuovi uomini e nuove idee. Nel nome del riformismo liberale, l’unica strada per ripetere le gesta dei nostri padri”.

 

Lo afferma Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani

 

 

 

PARTITI: STEFANIA CRAXI, DIVERTENTE SIPARIETTO TRA DI PIETRO E ALFANO


Alfano_-_Di_Pietro.jpg    (DIRE) Roma, 21 apr. – “E’ divertente il siparietto tra Di Pietro e Alfano, con entrambi che si pronunciano contro il finanziamento pubblico ai partiti. L’uno fa, come al solito, demagogia; l’altro è ben riparato dal potere economico di Berlusconi”.

Lo afferma Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani.

“Dinanzi ad un tema così delicato – prosegue - non bisogna inseguire il vento dell’antipolitica. Senza il finanziamento pubblico, la politica, alimentata dalla pluralità dei partiti, finirebbe per morire. Col finanziamento privato è facile prevedere la vittoria dei partiti sorretti dalla parte più ricca della popolazione. Il finanziamento pubblico - conclude Stefania Craxi - non è uno scandalo; è uno scandalo il modo in cui viene gestito, nella quantità e nelle forme. Ma un finanziamento pubblico giusto, moderato e controllato, è necessario allo svolgimento di una sana vita politica”.


LETTERA APERTA DI STEFANIA CRAXI A MARIO MONTI


governo-monti-santoro-ascolti.jpg    Caro Prof. Monti, deve smettere di imporre nuove tasse prima di aver affrontato la riforma del fisco e aver recuperato risorse per operare la necessaria riduzione del cuneo fiscale. Si potrebbe cominciare con un decreto che vieti le consulenze nell’amministrazione, che sono al 99 per cento spese clientelari, per trovare risorse.

                In questi giorni un nuovo aumento della benzina, a giugno l’IMU che si ripeterà a settembre e a dicembre; in mezzo, a ottobre, un aumento dell’IVA. Così non va. Siamo tutti consapevoli che il nostro enorme debito pubblico e gli obblighi verso l’Europa impongono una generale riduzione del tenore di vita degli italiani. Ma in questa situazione di crisi l’equità si impone. Non è possibile che un pezzo d’Italia continui a scialacquare e il resto stringa la cinghia. Dell’equità Lei aveva fatto un punto d’onore del suo governo: è ora che mantenga l’impegno.

                Il fisco è ingiusto. Se non si può ridurre il gettito, si distribuisca meglio il carico fiscale. Se il 93 per cento del gettito viene dal lavoro, è chiaro che qualcosa non va. Trasferire le tasse dal reddito ai consumi è un principio giusto, ma se si colpiscono quasi esclusivamente i consumi popolari anche questo sistema diventa ingiusto. Io vorrei sapere quanta attenzione pone al costo della benzina un fruitore delle macchine blu e chi invece usa l’auto per andare al lavoro. E nemmeno dobbiamo illuderci sulla lotta all’evasione con la guardia di finanza e gli agenti di Befera. Così si recuperano gli spiccioli; le dimensioni dell’evasione in Italia dicono chiaramente che lo strumento per combatterla sono le leggi e i regolamenti che consentono a un imponibile di un milione di diventare un imponibile di 50 mila euro.

                La spesa pubblica. Anche lo spending review era una promessa. Promessa non mantenuta. Eppure lo spreco è sotto gli occhi di tutti. Ho parlato delle consulenze: ma gli ingorghi burocratici, la sovrapposizione delle competenze, le spese per acquisti dove ci sarebbe molto da tagliare ? Ma le inutili province che servono solo a collocare sul territorio un po’ di personale politico, l’assurdo dei 60 mila enti e del milione e mezzo di persone impegnate in politica che vivono con i soldi dei contribuenti ? E le enormi spese militari che non ci assicurano né riconoscenza né solidarietà – vedi il caso dei marò in India – e servono solo ad assicurare un po’ di comandi alle pletore dei nostri generali e colonnelli ? E che dire della spesa sanitaria, anch’essa fonte di enormi  sperequazioni, che è la prima voce di costo delle Regioni ? Anche in questo settore dare a tutti e darlo male non fa che aumentare l’ingiustizia.

                Le consiglio vivamente, caro professor Monti di affrontare questi temi prima di chiedere nuovi sacrifici agli italiani, che tuttora la sostengono con fiducia e simpatia a fronte di una classe politica che si dimostra ogni giorno di più ingorda e inaffidabile. Il senso dell’ingiustizia si sta diffondendo e l’ingiustizia è un grande motore dell’opinione pubblica.


RIFORME: STEFANIA CRAXI, STRADA GIUSTA E' ASSEMBLEA COSTITUENTE


monti1.jpg    (AGI) - Roma, 18 apr – “Il premier Monti ha giustamente voluto sferzare i partiti politici, mai così in basso negli indici di fiducia popolare. Prima che gli istinti antidemocratici finiscano per prendere il sopravvento, occorre impegnarsi in un serio sforzo di rinnovamento. Non avendo alcuna fiducia nella volontà delle forze politiche di ridisegnare esse stesse il sistema, continuo a credere che la strada giusta sia quella di un’Assemblea costituente chiamata a chiudere l’estenuante transizione italiana. Monti, dal canto suo, non perda di vista l’obiettivo principale per il quale ha ottenuto il sostegno parlamentare: quello di fare uscire il Paese dal marasma nel quale si ritrova. E francamente, i tanto sospirati provvedimenti per la crescita annunciati dal suo governo tardano ad arrivare”.

Lo afferma Stefania Craxi, presidente dei “Riformisti Italiani”.


Stefania Craxi: «Valter ? Papà in Tunisia non lo riceveva»

Il Mattino, 18 aprile 2012

«Ma è roba da pazzi. Io mi sono proprio rotta i c...». Ore 15, Roma. A Stefania

Craxi il titolo di giornale: «Lavitola corriere di Berlusconi per consegnare i contanti a Craxi latitante» proprio non va giù.

«Non è possibile. Ma davvero ? Scusi non stiamo mica su Scherzi a parte ?».

No, c’è scritto nell’ordinanza dei giudici di Napoli...

«Ma cosa ?».

Il profilo di un Lavitola che sarebbe stato anche il giovane corriere di Berlusconi, negli anni della latitanza di suo padre ad Hammamet.

«Ma guarda un pò, che vergogna. Ma se questo Lavitola, quando arrivava ad Hammamet, mio padre non lo riceveva neppure. Forse rimaneva quindici giorni chiuso in albergo in attesa di farsi ricevere da Bettino... Ma io continuo a non credere a questa bufala raccontata made in Napoli. Mi faccia prendere il giornale...».

Ore 17, da Roma. «Ha ragione. Ma mi chiedo, era proprio necessario ai giudici raccontare, in un atto giudiziario, la millanteria di Lavitola ? Su quale reato indagano per poter far diventare necessaria, centrale, decisiva la millanteria di questa Lavitola ?».

Stefania Craxi passa dalla rabbia all’amarezza solo al pensiero che proprio sulle colonne dell’Avanti, il giornale passato dalla storia politica a capitolo di presunte ruberie per oltre 21 milioni di fondi dell’editoria, il Bettino pubblicò nel 1978 il famoso manifesto con il “Vangelo socialista” in contemporanea con l’Espresso.

Un tempo la politica, oggi una vicenda giudiziaria. Giudici e Lavitola non stanno sullo stesso piano. Le pare ?

«Cialtroni, gli uni e l’altro. Perché i primi raccolgono la millanteria e la sacramentano in un atto giudiziario. Il secondo, racconta fandonie e millanta. Vergogna, si vergognino».

C’è un signore, si chiama Marco Velocci, è il presidente del consorzio che tramite Lavitola, avrebbe dovuto costruire carceri a Panama. Riferisce ai giudici: “Lavitola mi ha raccontato che era il pupillo di Craxi al quale consegnava anche in Tunisia i contanti di Berlusconi a Craxi”.

«Vergogna, tutti sanno come ha vissuto la nostra famiglia a Roma, come a Milano. Soldi di Berlusconi a mio padre ? Incredibile. Silvio chiamava ad Hammamet per gli auguri di Pasqua o di Natale. Mio padre era ad Hammamet perché condannato con il teorema del “non poteva non sapere”, uomo di verità e libertà, orgoglio umano e politico, altro che mendicante per la sua latitanza...».

E Velocci ?

«Quanto a Velocci, darò mandato ai miei legali di perseguire tutti i reati

di cui si sia reso responsabile».

Un’idea. Berlusconi potrebbe chiarire lui direttamente...

«Ma chiarire cosa ? Un fatto che non esiste. Guardi, io sono la figlia di Bettino

e so come ha vissuto e vive la mia famiglia. Mutui da pagare per case, rate per l’acquisto di auto, mica nababbi».

Berlusconi potrebbe....

«Ha dato soldi a Lavitola per mio padre ? Io so come ha vissuto mio padre

ad Hammamet. Altro che corriere Lavitola...». [Antonio Manzo]


Governo: Stefania Craxi, evitare accostamenti fuorvianti ABC - CAF


ABC_-_Alfano_Bersani_Casini.jpg    Roma, 17 apr. (Adnkronos) – “Azzardare paragoni tra il Caf e l’attuale Abc è del tutto improprio e fuori luogo, e temo che quanti oggi richiamano a sproposito formule politiche passate per accostamenti fuorvianti, lo facciano strumentalmente. Non già per contestare o prendere le distanze da un sistema politico di cui si è stati artefici e beneficiari, epilogo di una seconda Repubblica che ha miseramente mancato ogni premessa fondante, ma solo per il ‘disinteressato’ dispiacere di non vedere aggiunta al novello acronimo un’ulteriore lettera, magari la ‘F’ del presidente della Camera”.

Lo afferma Stefania Craxi, parlamentare del gruppo Misto e presidente dei Riformisti Italiani.


Lega/ Stefania Craxi: Maroni rischia di fare fine di Martelli, attento


Maroni.jpg    Roma, 14 apr. (TMNews) – “Tra il piagnucolio di Umberto Bossi e Bettino Craxi che si alza davanti al Parlamento per chiedere una riforma dell’intero sistema e una soluzione politica per Tangentopoli c’è un abisso. Ma sono stati usati due pesi e due misure. Vent’anni fa il ‘non poteva non sapere’ era sufficiente per una condanna, come è accaduto a mio padre. Oggi, e il caso Lega lo conferma, non è più così”.

Lo ha affermato Stefania Craxi, presidente dei Riformisti Italiani, in un’intervista a “Libero”.

“Lo stesso Maroni - prosegue Stefania Craxi - sta sbagliando: le scope agitate sul palco davanti a Bossi in lacrime sono uno spettacolo inquietante. Quando dice che la Lega deve tornare alle origini, mi vengono i brividi. Il suo è un atteggiamento moralistico sbagliato. Anche perché, come diceva Nenni, in politica se fai il puro rischi sempre che arrivi un altro più puro che ti epura. Non bisogna mai abbandonarsi al vento dell’antipolitica. Maroni deve stare attento perché un altro che ha fatto come lui è stato Martelli. E non è finito molto bene”.


PARTITI: STEFANIA CRAXI, PIETOSI, E LORO TIRANO ITALIA FUORI GUAI ?

Si battono il petto, parlano di controlli ma non tagliano risorse

AlfanoBersaniCasini.jpg   (ANSA) - ROMA, 12 APR – “Se i partiti facessero il loro dovere, cioè fossero gli strumenti della formazione della politica nazionale, e procurassero nuove classi dirigenti e la loro selezione, anche lo scandaloso finanziamento pubblico di cui godono potrebbe avere una giustificazione”, afferma Stefania Craxi che aggiunge: “Vaste assemblee, scuole di partito, seminari di studio, insediamenti territoriali, sarebbero tutti soldi spesi bene. Invece i partiti non fanno più nulla. Il massimo della consultazione è la riunione dell’oligarchia reggente con i suoi amici: cento persone al massimo. Niente scuole, niente seminari, la spesa per la presenza sul territorio scaricata sullo Stato, con le inutili province aggiunte a comuni e regioni e i sessantamila enti sorretti dal denaro pubblico”.

“Rinunciando ai loro doveri - prosegue - i partiti non solo fanno scandalo, ma lasciano spazio, ed un eccesso di potere, non solo ai sindacati, ma anche alle corporazioni, alle lobby, ai centri di interesse: la politica diventa un rompicapo anche per un uomo determinato come il premier Monti. E’ pietoso vedere oggi i maggiori responsabili del gerontocomio in cui si sono trasformati i partiti battersi il petto e proporre come rimedio allo scandaloso uso del denaro pubblico maggiori controlli senza nemmeno accennare alla riduzione del finanziamento. Come è possibile contare su questi personaggi per tirar fuori l’Italia dai guai in cui l’hanno cacciata ?”.

Stefania Craxi e il progetto dei Riformisti

di Stefania Craxi
Corriere della Sera, 03 aprile 2012

StefaniaCraxiRoma31marzo2012.jpg    Sono grata a Stefano Caldoro e Riccardo Nencini per la risposta tempestiva e possibilista alla mia proposta, non un appello alla ricomposizione della diaspora socialista, ma a costruire tutti insieme, socialisti, liberali, riformisti laici e cattolici ovunque collocati, una nuova casa dei riformisti partendo da un nuovo Progetto.

Ma perché, caro Riccardo, fissare fin da ora limiti e mete ? Prima di conoscere con quale legge elettorale si andrà a votare nel 2013; prima che si abbia qualche certezza sul dopo Monti. Perché non guardare in alto, non immaginare di poter essere noi a governare il gioco ?

                In fondo la mia proposta è ciò che la parte migliore dell’elettorato attende da dieci anni almeno, un soggetto politico autenticamente democratico e riformista. L’idea che il governo del paese possa finire nella mani di un PD diviso e balbettante dietro la CGIL, o in quelle di un PDL che frena la riforma della RAI, della giustizia, la legge anticorruzione, scendendo altri dieci gradini nella considerazione dell’opinione pubblica, è una prospettiva agghiacciante. La verità è che la gente non ne può più di questi partiti ingordi, divisi, incapaci di governare senza dissipare le finanze pubbliche; la verità è quella che colloca i partiti all’ultimo posto nella tabella dei consensi.             

Ma se è già tempo di mettere paletti, ne pianto uno anch’io. No all’invenzione di un’alleanza tra progressisti e moderati, formula truffaldina che mira a coprire estremisti, demagoghi e populisti vari: i Grillo, i Di Pietro, i Vendola sono nemici giurati del riformismo e quindi fuori dai nostri orizzonti.

                Gli italiani attendono una nuova proposta politica. Se la nostra fosse quella giusta, possiamo sognare.

News & Eventi

01 aprile 2012

Craxi: cari Nencini e Caldoro, uniamoci o spariremo

Corriere della Sera, 01 aprile 2012

31 marzo 2012

«Basta partiti, nasce la Casa dei riformisti»

Quotidiano Nazionale, 31 marzo 2012

22 marzo 2012

LAVORO: STEFANIA CRAXI,
BERSANI RIFIUTI L’ABBRACCIO DELLA CGIL

07 marzo 2012

TANGENTI: STEFANIA CRAXI,

LEGA DEL CAPPIO IN AULA ORA RIFLETTA BENE